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Se è vero che ogni viaggio ci incide infondo all'anima un ricordo più luminoso di tutti gli altri, che resiste al passare del tempo, allora sarà difficile, dopo essere stati in Cambogia, poter dimenticare la città tempio di Angkor.
Antica capitale del regno Khmer, capolavoro di ingegno e pietra, coi suoi oltre cento templi ed edifici governativi e religiosi, dopo secoli di fasti e splendore fu abbandonata alla furia della giungla, che l'ha inghiottita e tenuta nascosta fino all'Ottocento.
La sua riscoperta e gli sforzi per liberarla dalla sua prigione verde diventano un simbolo della storia stessa della Cambogia. Terra di guerra e miseria, patria di Pol Pot e delle sue scellerratezze, ma anche un luogo di meraviglie che finalmente tornano alla luce, svelandosi al nostro sguardo.
Di fronte ad un tramonto sul Mekong, alle immense pianure coltivate a riso o alla grande foresta monsonica che copre il 70% del suo territorio, questo luogo incantato diventa un invito al viaggio, tra villaggi galleggianti, pagode dai tetti dorati e mercati sovraffollati dove comprare frutta, verdura, pesce e perché no, anche qualche insetto!
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